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Il futuro è sempre più bio

Intervista all'amministratore delegato di Agroqualità, Enrico De Micheli, che racconta l'importanza dell'ente certificatore nel settore dell'agricoltura bio

Azienda: AGROQUALITÀ
Fonte: rivista "Alimenti&Bevande" n. 6/2021
Data: 07/07/2021


Agroqualità è la società di certificazione nel settore agroalimentare del gruppo RINA, azienda leader nel settore della certificazione e della consulenza ingegneristica. Intervistiamo l'amministratore delegato di Agroqualità, Enrico De Micheli, che ci racconterà l'importanza dell'ente certificatore nel settore dell'agricoltura bio.
L'Europa, infatti, sta puntando fortemente sul biologico con il Green Deal e le strategie "Farm to Fork" e "Biodiversità 2030". A fine marzo, inoltre, la Commissione UE ha presentato un Piano d'Azione per incrementare la produzione bio, dare impulso alle vendite biologiche e migliorare ulteriormente la sostenibilità del settore, incoraggiando gli Stati membri a elaborare Piani d'Azione nazionali. Tra gli obiettivi individuati, il raggiungimento entro il 2030 del 25% della superficie agricola UE destinata al biologico. Insomma, il futuro sembra essere sempre più bio.

• Dott. De Micheli, cosa si intende per agricoltura biologica?
Parlare di agricoltura biologica significa riferirsi ad un sistema complessivo di gestione dell'azienda agricola e di produzione agroalimentare; è un sistema definito e disciplinato a livello comunitario dai regolamenti (CE) 834/2007 e 889/2008 e dal 1° gennaio 2022 dal nuovo regolamento UE 2018/848. Tale sistema ha come obiettivo il rispetto dell'ambiente, degli equilibri naturali e della biodiversità, per offrire al consumatore prodotti ottenuti con attenzione al ciclo della natura. L'azienda agricola biologica è un unico "agro-eco-sistema" nel quale l'attività dell'uomo si inserisce utilizzando tecniche rispettose della fertilità del suolo, delle singole colture, degli animali e dell'equilibrio ambientale: tali tecniche escludono l'impiego di concimi, fitofarmaci e medicinali veterinari chimici di sintesi e organismi geneticamente modificati. Tutti gli attori della filiera sono inseriti nel sistema anche nelle fasi successive alla produzione agricola, al fine di tutelare il consumatore finale. Per queste motivazioni, l'Unione Europea sta fortemente promuovendo l'agricoltura biologica come sistema che risponde alle attuali esigenze di sostenibilità.

• Come si riconosce un prodotto biologico?
Per il consumatore la garanzia di acquistare un prodotto proveniente da agricoltura biologica è data dall'etichetta che deve riportare come segni distintivi il "logo europeo a forma di fogliolina" ed i riferimenti dell'ente di controllo che lo certifica, identificato tramite un codice numerico univoco attribuito dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. Nel caso di Agroqualità, il codice assegnato è IT-BIO-018. Attraverso questo codice il consumatore può risalire all'ente che ha rilasciato la certificazione del prodotto.

• Qual è il ruolo di Agroqualità in questo processo di riconoscimento?
Per essere venduti come biologici, tutti i prodotti coltivati e trasformati devono essere controllati e certificati da un organismo di controllo, accreditato ed autorizzato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. Agroqualità, attraverso controlli ispettivi, analitici e documentali, accerta il rispetto dei requisiti alla normativa di riferimento da parte delle aziende.
Nello svolgimento delle proprie attività, Agroqualità deve assicurare imparzialità, indipendenza, competenza tecnica, efficienza.

• In cosa consiste la certificazione biologica?
Un'azienda che voglia produrre o vendere un prodotto "biologico" deve attenersi a quanto previsto dalla normativa nazionale ed europea e deve assoggettarsi al controllo di uno degli organismi di certificazione riconosciuti. Il processo di certificazione consiste in una prima valutazione documentale attraverso la quale si verifica la congruità dei dati forniti dall'aziende, successivamente è effettuata una verifica ispettiva presso il sito produttivo volta ad accertare la consistenza organizzative e produttiva aziendale e la coerenza con quanto dichiarato in fase di adesione al sistema di controllo. Infine, è prevista una verifica analitica del prodotto necessaria a stabilire l'assenza delle sostanze di sintesi non previste per il metodo biologico. Il numero delle verifiche ispettive all'anno presso l'operatore è in funzione della classe di rischio attribuita dall'organismo di controllo in fase di adesione.

• Nel caso rileviate una non conformità, quale procedura seguite?
Per non conformità si intende il mancato soddisfacimento di uno o più requisiti previsti dalla normativa di riferimento. Le non conformità possono essere riscontrate durante le attività ispettive in campo, le verifiche documentali o analitiche secondo un quadro comune definito a livello nazionale dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. Le non conformità sono notificate dall'organismo di controllo all'azienda ed in relazione alla gravità delle stesse possono determinare sanzioni da parte dell'Ispettorato centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei Prodotti agroalimentari (ICQRF) del Ministero.

• Il 1° gennaio 2022 entrerà in applicazione il regolamento (UE) 2018/848. Cosa cambierà per il mondo della certificazione?
La domanda costantemente in crescita e il corrispondente considerevole aumento delle superfici ha reso necessaria una revisione della normativa attualmente vigente in materia di agricoltura biologica.
Il regolamento (UE) 2018/848 è intervenuto su molteplici punti del regolamento (CE) 834/2007.
Tra le novità più significative vanno citate certamente l'introduzione della "certificazione di gruppo", attualmente consentita solo nei Paesi in via di sviluppo, al fine di permettere ai piccoli agricoltori di far fronte ai costi di ispezione e agli oneri amministrativi connessi alla certificazione; alcune novità in materia di controllo e certificazione, tra le quali quella che premia gli operatori più meritevoli, prevedendo una ispezione fisica annuale, tranne nel caso in cui l'operatore non presenti non conformità nei 3 anni precedenti; infine, per le importazioni, la norma introduce accordi commerciali con i Paesi terzi riconosciuti come equivalenti.

• Quali accreditamenti e autorizzazioni possiede Agroqualità, per quanto riguarda il bio? Quali le competenze del personale?
Agroqualità è accreditata da Accredia e riconosciuta dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali per le seguenti attività di controllo: produzioni vegetali e zootecniche e preparazione di alimenti; il che le consente di certificare industrie di trasformazione, buyer, stoccatori, piattaforme di commercio on line, preparazioni di mangimi, prodotti vitivinicoli e importazioni da Paesi extra UE.
Le competenze del personale impiegato sono frutto di una serie di componenti. Innanzitutto, è necessaria una formazione di base legata al settore agroalimentare, una conoscenza della normativa afferente all'ambito biologico, una partecipazione a corsi di formazione specifici ed aver maturato un'esperienza nell'attività di ispezione. Inoltre, non può mancare la capacità di interpretare sistemi complessi legati ai fenomeni di interconnessione fra i vari comparti della filiera, unitamente ad un aggiornamento continuo.

• Qual è il valore aggiunto di Agroqualità? Quale la filosofia e l'approccio con i clienti?
Agroqualità mette a disposizione delle aziende un ampio portafoglio di servizi, tra cui la certificazione biologica, per supportarle nei processi di qualificazione del prodotto e/o dell'organizzazione in base alle strategie e agli obiettivi aziendali.


Agroqualità, società di certificazione specializzata nel settore agroalimentare, di RINA Services e del Sistema Camerale Italiano, presente su tutto il territorio nazionale, è in grado di fornire tutti i servizi certificativi (ad esempio, ISO 9001, ISO 14001, ISO 22000, ISO 22005, BRC, IFS, GLOBALGAP, DOP-IGP-STG, certificazione biologica), essenziali oggi all'industria agroalimentare per un'appropriata qualificazione del prodotto e per un miglioramento della competitività su mercati nazionali ed esteri sempre più selettivi.

RINA fornisce un'ampia gamma di servizi nei settori Energia, Marine, Certificazione, Real Estate e Infrastrutture, Mobilità e Industry. Con risultati attesi per il 2020 pari a 495 milioni di euro, oltre 4.000 risorse e 200 uffici in 70 Paesi nel mondo, RINA partecipa alle principali organizzazioni internazionali, contribuendo da sempre allo sviluppo di nuovi standard normativi.



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