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Alimenti di origine non animale, i rischi per la salute pubblica

Fonte: Efsa
Data: 01/02/2013


L'Efsa ha pubblicato la prima valutazione scientifica in Europa sui rischi per la salute pubblica derivanti dagli agenti patogeni che possono contaminare gli alimenti di origine non animale. Il parere scientifico pone a confronto la percentuale di casi di contagio in esseri umani, segnalati in Europa dal 2007 al 2011, nei focolai di malattie a trasmissione alimentare riconducibili ad alimenti di origine non animale con le percentuali relative alle malattie associate agli alimenti di origine animale. Gli esperti dell'Efsa hanno inoltre individuato e classificato i binomi di alimenti e agenti patogeni più frequentemente legati a malattie causate da alimenti di origine non animale.
Gli alimenti di origine non animale comprendono un'ampia varietà di frutta, verdure, insalate, semi, frutta secca, cereali, erbe e spezie e costituiscono una parte importante della nostra dieta quotidiana.
In base al parere scientifico pubblicato dal gruppo di esperti scientifici sui Pericoli biologici, gli alimenti di origine animale continuano ad essere la fonte della maggior parte di tutti i focolai documentati e segnalati (90%). Tuttavia in questo periodo è aumentato il numero di focolai di casi di malattia negli esseri umani e di ricoveri ospedalieri associati agli alimenti di origine non animale.
I focolai infettivi ascrivibili a questi alimenti tendono a far registrare un numero maggiore di contagi in esseri umani, ma generalmente sono meno gravi in termini di ricoveri e decessi rispetto a quelli riconducibili agli alimenti di origine animale. Tuttavia, nell’esaminare le tendenze dal 2007 al 2011, in base alle quali i focolai legati agli alimenti di origine non animale erano associati al 10% del numero complessivo di focolai, al 26% dei casi accertati negli esseri umani, al 35% dei ricoveri ospedalieri e al 46% dei decessi, si deve considerare l'elevato impatto sulla salute del focolaio infettivo di Escherichia coli produttore della tossina Shiga nei germogli. Se si escludono i dati di questo focolaio epidemico di vasta portata, gli alimenti di origine non animale erano all’origine del 5% di tutti i decessi causati da focolai infettivi di origine alimentare segnalati.