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Antimicrobici: e' tempo di ridurre, sostituire e ripensare il loro uso sugli animali

Fonte: redazione "Alimenti&Bevande"
Data: 26/01/2017


Non esiste una soluzione universale per ridurre l'uso degli antimicrobici negli animali: le strategie risultate di successo si basano su un approccio integrato e poliedrico che tiene conto dei locali sistemi di produzione del bestiame e coinvolge tutti i soggetti interessati, dai governi agli agricoltori.
Queste le conclusioni a cui sono giunti l'Efsa e l'Agenzia europea per i Medicinali (EMA).
"Vi è necessità di soluzioni innovative per prevenire e curare le infezioni batteriche negli animali", ha affermato il direttore esecutivo dell'Autorità di Parma, Bernhard Url.
"Ci sono solo pochi antibiotici nuovi in fase di sviluppo, quindi quelli già disponibili devono essere utilizzati in modo responsabile, sia nell'uomo sia negli animali", ha aggiunto il direttore esecutivo dell'Ema, Guido Rasi.
In una nota pubblicata sul sito dell'Efsa, si legge che "l'uso degli antimicrobici negli animali deve essere ridotto al minimo necessario per curare le malattie infettive. Tranne in casi eccezionali, il loro uso per prevenire tali malattie dovrebbe essere gradualmente abbandonato a favore di misure alternative.
Tuttavia, ridurre l'uso degli antimicrobici e trovare alternative non basta. Occorre ripensare il sistema zootecnico con l'attuazione di pratiche di allevamento che impediscano l'introduzione e la diffusione della malattia negli allevamenti, prendendo in considerazione sistemi alternativi che siano fattibili anche con un uso ridotto degli antimicrobici.Secondo gli esperti dell'Efsa e dell'EMA, "la riduzione dell'uso degli antimicrobici negli animali da produzione alimentare si tradurrebbe in una generale diminuzione della resistenza agli antimicrobici nei batteri che essi portano e nei prodotti alimentari da essi derivati".