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Antibiotico-resistenza in aumento nell' Unione europea

Fonte: Efsa
Data: 18/02/2016


Alcuni batteri presenti nell’uomo, negli alimenti e negli animali continuano a resistere agli antimicrobici più diffusi, afferma l'ultimo rapporto sulla resistenza a questa categoria di farmaci nei batteri zoonotici nell’Unione europea (UE).
La relazione, curata da Efsa e Centro europeo per la Prevenzione e il Controllo delle malattie (Ecdc), presenta i risultati dell’analisi dei dati trasmessi dagli Stati membri relativi al 2014.
In particolare, gli scienziati avvertono che la “opposizione” alla ciprofloxacina è molto elevata in Campylobacter e che batteri multiresistenti di Salmonella continuano a diffondersi in tutta l’UE.
"Ogni anno – ha affermato il commissario europeo per la Salute e la Sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis – le infezioni causate, nell’UE, da batteri antimicrobico-resistenti provocano circa 25.000 decessi e la minaccia non è confinata alla sola Unione europea. Si tratta di un problema mondiale, che richiede una soluzione mondiale. L'UE è da tempo all’avanguardia nella lotta contro la resistenza agli antimicrobici ed è capofila nel settore. Unendo le competenze in materia di salute umana e animale, le nostre agenzie Efsa ed Ecdc stanno mettendo assieme molte tessere di questo complesso mosaico, offrendo ai responsabili politici di tutto il mondo una preziosa consulenza scientifica".
Dal rapporto risultano anche prove di resistenza alla colistina per Salmonella ed Escherichia coli nel pollame. “Un fenomeno preoccupante – ha dichiarato il direttore scientifico dell’Ecdc, Mike Catchpole – perché significa che questo farmaco potrebbe presto non essere più efficace per curare le infezioni umane gravi da Salmonella”.
Oltre a elevati livelli di resistenza in tutta l’UE, la relazione ha riscontrato notevoli differenze tra una zona e l’altra dell’Unione. I livelli più alti sono stati rilevati nell’Europa orientale e meridionale. In proposito, la responsabile dell’Unità “Pericoli biologici e contaminanti” dell'EFSA, Marta Hugas, ha affermato che “nell’Europa settentrionale si riscontra minore resistenza nei batteri del pollame, in particolare nei Paesi che fanno un uso contenuto di antimicrobici negli animali".

Principali conclusioni

• Campylobacter – La campilobatteriosi, la malattia causata da Campylobacter, è quella veicolata da alimenti più comunemente segnalata nell’UE.
La resistenza ad antimicrobici di largo utilizzo, come la ciprofloxacina, è stata rilevata comunemente nei batteri presenti negli esseri umani (60,2%) e nel pollame (69,8%). Nei polli da carne, inoltre, è stata segnalata una “opposizione” da alta a molto alta anche all'acido nalidixico e alle tetracicline.
• Salmonella – La salmonellosi, la malattia causata da Salmonella, è la seconda veicolata da alimenti più comunemente riferita nell’UE.
Una resistenza agli antimicrobici di largo utilizzo è stata frequentemente rilevata in Salmonella presente negli esseri umani (tetracicline: 30%, sulfamidici: 28,2%, ampicillina: 28,2%) e nel pollame.
La prevalenza di batteri multiresistenti si è rivelata elevata sia in quelli presenti negli esseri umani (26%) che nelle carni di polli (24,8%) e tacchini (30,5%).
Alcuni tipi di Salmonella kentucky e Salmonella infantis, infine, sono particolarmente preoccupanti, in quanto mostrano un alto livello di resistenza alla ciprofloxacina e un’elevata multi-farmaco resistenza.