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Isoflavoni in integratori alimentari per donne in postmenopausa: nessuna evidenza di nocivita'

Fonte: EFSA
Data: 21/10/2015


Una rassegna completa delle evidenze scientifiche disponibili non ha fornito alcuna indicazione che gli isoflavoni, ai livelli solitamente presenti negli integratori alimentari, siano nocivi per le donne in post-menopausa.
Queste le conclusioni del parere scientifico di EFSA, emanato in risposta a una richiesta dell’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio” avanzata a giugno del 2013.
Gli isoflavoni sono sostanze naturali, che si trovano in varie fonti, come ad esempio soia, trifoglio rosso e radice di kudzu, e i loro estratti sono spesso utilizzati come ingredienti degli integratori alimentari.
Alicja Mortensen, presidente del gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sugli Additivi alimentari (gruppo ANS), che ha eseguito la valutazione, ha dichiarato: “Le evidenze scientifiche recensite non indicano che ci siano effetti nocivi sui tre organi considerati per questa valutazione: la ghiandola mammaria, l’utero e la ghiandola tiroidea. Abbiamo preso in considerazione studi in cui sono state testate dosi di isoflavoni pari a quelle che si trovano di solito negli integratori alimentari per donne in menopausa venduti nell’Unione europea. Queste conclusioni sono state tratte sulla base dei dati raccolti su donne in postmenopausa e sono supportati dai risultati di studi su animali”.
Mortensen ha tuttavia sottolineato che “tali conclusioni si riferiscono unicamente alle dosi e alla durata di assunzione oggetto di indagine di questi studi, che andavano da tre mesi a poco meno di un anno per i prodotti disponibili sul mercato europeo".
Gli esperti dell’EFSA hanno cercato di valutare anche gli eventuali rischi per le donne durante il periodo di transizione verso la menopausa, nonché i rischi per le donne già in menopausa con storia pregressa di o familiarità per cancro. Per questi gruppi di donne, tuttavia, gli esperti hanno rilevato che non vi sono dati per valutare la sicurezza di tali sostanze.
In linea con il nuovo approccio EFSA denominato “Metodi per promuovere l’uso delle evidenze”, il gruppo di esperti ANS è riuscito a trasporre la strategia per l’esecuzione di questa valutazione dei rischi in un protocollo scritto che documenta tutte i vari passi compiuti per pervenire alle conclusioni.