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Acrilammide, invariati i livelli negli alimenti

Fonte: Efsa
Data: 01/02/2013


L'Efsa ha pubblicato la propria relazione annuale di aggiornamento sui livelli di acrilammide negli alimenti in 25 Paesi europei.
La relazione, che prende in esame il periodo di monitoraggio 2007-2010, non rivela alcun cambiamento di rilievo rispetto all'ultima relazione per la maggior parte delle categorie di alimenti valutate. Dal 2008 il numero di risultanze presentate all'Efsa è diminuito, limitando l'affidabilità dell’analisi delle tendenze.
L'acrilammide è un composto chimico che si forma in genere nei prodotti alimentari amidacei quali patatine, patate fritte a bastoncino, pane, biscotti e caffé durante la lavorazione ad alte temperature, nei processi di frittura, cottura al forno e tostatura.
Già nel 2005 l'Efsa ha osservato in una propria dichiarazione che l'acrilammide può rappresentare un problema per la salute, dal momento che è noto per essere cancerogeno e genotossico (ossia può provocare il cancro e danneggiare il DNA, il materiale genetico delle cellule). Gli Stati membri sono invitati a effettuare il monitoraggio annuale dei livelli di acrilammide, i cui dati vengono valutati dall'Efsa ai fini della compilazione in una relazione annuale.
Si tratta della quarta relazione annuale sul monitoraggio dell'acrilammide negli alimenti redatta dall'Efsa dal 2009. La relazione è stata elaborata dall'unità “Monitoraggio dei consumi alimentari e delle sostanze chimiche”, utilizzando circa 13.000 misurazioni sui livelli di acrilammide negli alimenti. Dal 2008 il numero di risultati analitici presentati all'Efsa è diminuito; nel periodo di monitoraggio 2010, in media, sono stati presentati solo due terzi del numero minimo di campioni fissato dalla Commissione europea per categoria di alimenti. In termini di risultanze, si sono rilevate tendenze al ribasso dei livelli di acrilammide nella categoria di alimenti "a base di cereali destinati a lattanti e bambini" e nelle sotto-categorie "snack salati non a base di patate" e "biscotti e fette biscottate destinati a lattanti e bambini". D'altra parte si segnala un incremento nella categoria "caffé e succedanei del caffé" e nelle sottocategorie "fette biscottate", "caffé istantaneo" e "patate fritte da patate fresche", sebbene per queste ultime la tendenza non sia stata omogenea in tutta Europa.
L'Efsa continuerà a raccogliere dati di monitoraggio dell'acrilammide per aggiornare nel corso di quest’anno la propria valutazione dell'esposizione in Europa (rispetto all'ultima versione risalente al 2011), sulla base sia di dati più recenti sui livelli di acrilammide negli alimenti, sia di nuovi dati relativi al consumo alimentare. Su richiesta delle agenzie di sicurezza alimentare di Danimarca, Francia, Germania e Svezia, l'Autorità ha anche avviato contatti con tali agenzie e con altri membri del foro consultivo dell’Efsa per discutere i recenti sviluppi scientifici sull'acrilammide e il suo possibile impatto sulla salute pubblica.