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Glifosato, Corte di Giustizia UE: ‘La Regione di Bruxelles-Capitale non può chiedere lo stop'

Fonte: Corte di Giustizia UE
Data: 09/12/2020


La Regione di Bruxelles-Capitale (Belgio) non è legittimata a chiedere l'annullamento del regolamento di esecuzione (UE) 2017/2324, che rinnova l'approvazione della sostanza attiva glifosato in quanto non ha dimostrato di essere direttamente e individualmente interessata da tale regolamento. È quanto stabilito dalla sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea del 3 dicembre nella causa C-352/19.

La vicenda

L'8 marzo 2018, la Regione di Bruxelles-Capitale ha proposto, dinanzi al Tribunale dell'Unione europea, un ricorso di annullamento avverso il regolamento di esecuzione (UE) 2017/2324. Con decreto del 10 novembre 2016, tale Regione aveva vietato l'uso di pesticidi contenenti glifosato. Con l'ordinanza T-178/18 del 28 febbraio 2019 impugnata dinanzi alla Corte di Giustizia, il Tribunale ha dichiarato il ricorso irricevibile per difetto di legittimazione ad agire. In particolare, il Tribunale ha dichiarato che la Regione di Bruxelles-Capitale non era direttamente interessata dal regolamento di esecuzione (UE) 2017/2324.
La Regione di Bruxelles-Capitale ha quindi chiesto alla Corte di:

· annullare l'ordinanza;
· dichiarare il ricorso di annullamento ricevibile;
· rinviare la causa al Tribunale.

La sentenza

Nella sentenza del 3 dicembre, la Corte ricorda, anzitutto, che il ricorso di un ente regionale o locale deve soddisfare i presupposti di ricevibilità di cui all'articolo 263, quarto comma, del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea (Tfue), il quale subordina la ricevibilità di un ricorso proposto da una persona fisica o giuridica contro una decisione di cui non è destinataria alla condizione che essa sia direttamente e individualmente interessata da tale decisione o, se si tratta di un atto regolamentare, che essa sia direttamente interessata da quest'ultimo e detto atto regolamentare non comporti alcuna misura d'esecuzione.
In risposta all'argomento della Regione di Bruxelles-Capitale secondo cui il proprio ricorso rientra nell'ambito di applicazione della Convenzione di Aahruse, pertanto, i presupposti di ricevibilità previsti dal Tfue devono essere interpretati alla luce delle disposizioni di tale Convenzione relative all'accesso alla giustizia, la Corte indica che gli accordi internazionali non possono prevalere sul diritto primario dell'Unione. Pertanto, le disposizioni della Convenzione di Aarhus non possono avere l'effetto di modificare i presupposti di ricevibilità dei ricorsi di annullamento fissati dal Tfue. La Corte respinge, quindi, la domanda della Regione di Bruxelles-capitale su tale fondamento.
La Regione di Bruxelles-Capitale sostiene, inoltre, che il regolamento di esecuzione (UE) 2017/2324 avrebbe consentito alle autorizzazioni di immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva glifosato di continuare a produrre i loro effetti mentre, in caso di mancato rinnovo dell'approvazione di tale sostanza attiva, tali autorizzazioni sarebbero decadute. La Corte osserva che il rinnovo dell'approvazione di una sostanza attiva non comporta la conferma, proroga o il rinnovo delle autorizzazioni all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari che la contengono, dal momento che i loro titolari devono chiederne il rinnovo entro tre mesi dal rinnovo dell'approvazione della sostanza attiva, domanda sulla quale gli Stati membri devono a loro volta decidere entro dodici mesi. Qualora non sia presa alcuna decisione sul rinnovo dell'autorizzazione prima della sua scadenza, poi, l'obbligo di prorogare l'autorizzazione per il periodo necessario incombe, in Belgio, all'autorità federale, competente in forza del diritto nazionale a «stabilire norme di prodotto», e non sulle regioni, come la Regione di Bruxelles-Capitale. Peraltro, se è pur vero che il diritto belga prevede che le regioni siano «associate all'elaborazione delle normative federali in materia di norme di prodotto» e che l'immissione sul mercato e l'impiego di un pesticida per uso agricolo possano essere approvati dal ministro federale competente solo previo parere di un comitato nel quale la Regione di Bruxelles-Capitale è rappresentata da un esperto, tale competenza consultiva non costituisce un effetto diretto del regolamento (CE) 1107/2009 relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari.
Riguardo al presupposto dell'«incidenza diretta», la Corte ricorda che esso va inteso, in particolare, nel senso che il provvedimento di cui trattasi deve produrre direttamente effetti sulla situazione giuridica della persona fisica o giuridica che intende proporre un ricorso ai sensi dell'articolo 263, quarto comma, del Tfue.
La Regione di Bruxelles-Capitale sostiene che l'atto impugnato mette a rischio la validità del divieto d'uso dei pesticidi contenenti glifosato, sancito dal suo decreto del 10 novembre 2016. Orbene, secondo la Corte, i dubbi sulla validità del regime di divieto d'uso dei pesticidi contenenti glifosato rispetto alla Costituzione belga non sono idonei a dimostrare che quest'ultimo la riguardi direttamente.
In risposta all'argomento della Regione di Bruxelles-Capitale secondo cui l'adozione, nonostante un contesto giuridico sfavorevole, del decreto del 10 novembre 2016 sia stata dettata da preoccupazioni di interesse generale di natura politica, e non soltanto da considerazioni giuridiche, la Corte sottolinea che il presupposto dell'«incidenza diretta» dev'essere valutato unicamente alla luce degli effetti giuridici della misura controversa, mentre gli eventuali effetti politici di quest'ultima non incidono su tale valutazione.
La Corte, pertanto, ha respinto integralmente l'impugnazione proposta dalla Regione di Bruxelles-Capitale.


1 Convenzione sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale, firmata ad Aarhus (Danimarca) il 25 giugno 1998.