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Commissione UE: è sulle navi che è più a rischio il benessere animale

Fonte: @nmvi Oggi
Data: 13/07/2020


Ad oggi, in tutta l'Unione europea, i sistemi per l'omologazione e per l'ispezione delle navi che trasportano animali vivi "non sono sufficienti" a garantire il benessere animale. Lo dice la Direzione generale Salute e Sicurezza alimentare (DgSante) della Commissione europea nell'ultimo rapporto unionale sul benessere degli animali.

Verifiche prima del carico solo in due Paesi - Irlanda e Portogallo fanno eccezione in tutta Europa: sono gli unici Paesi a disporre di un sistema di verifica prima di ogni operazione di carico. Le autorità competenti degli altri Stati membri, invece, affidano la valutazione tecnica "a personale non opportunamente qualificato ed esperto, a bordo delle navi".

Documenti e condizioni atmosferiche - Tra le manchevolezze riscontrate in tutto il resto dell'Unione, la DgSante evidenzia che "nel luogo di partenza molte autorità competenti autorizzano il trasporto nonostante la documentazione incompleta o non corretta e senza tenere conto delle condizioni atmosferiche durante il viaggio e nel porto di uscita dell'UE. Di conseguenza, è più probabile che sussistano problemi relativi al benessere degli animali al loro arrivo al porto".
E dato che né le autorità competenti nel luogo di partenza né quelle nel porto di uscita dell'UE riscontrano e notificano tali irregolarità amministrative, queste "restano sistematicamente senza correzione".

Assenza di piani di emergenza - Il carico della maggior parte delle partite avviene correttamente e non richiede l'utilizzo di strutture per gli animali o di piani di emergenza. Ma quando la logistica non funziona come dovrebbe, veicoli arrivano contemporaneamente o quando il carico subisce un ritardo, "l'assenza di piani di emergenza e di strutture per gli animali nei porti ha un impatto considerevole sul loro benessere".

All'arrivo - Nel porto, poi, nessuno ha la responsabilità giuridica di coordinare l'arrivo dei veicoli stradali al porto di uscita dell'UE e di garantire una cura adeguata degli animali in caso di ritardo del carico della nave: "Questo aspetto, insieme all'incertezza giuridica in merito a chi abbia la responsabilità giuridica e possa essere chiamato a rispondere del benessere degli animali durante la parte di viaggio in mare, rappresenta un ostacolo al miglioramento della situazione".

I Paesi terzi - Attualmente i Paesi terzi, i trasportatori e i comandanti delle navi non forniscono nessun riscontro sistematico sulle condizioni degli animali durante il viaggio via mare o sulle loro condizioni al momento dell'arrivo a destinazione.

Cosa farà la Commissione UE - Alla luce di questa relazione, la Commissione agirà sugli Stati membri e sui Paesi terzi. La stessa Commissione, inoltre, ha contattato l'Agenzia
europea per la Sicurezza marittima affinché questa sostenga gli Stati membri nell'effettuare le ispezioni delle navi adibite al trasporto di bestiame. Bruxelles, infine, ha avviato contatti con Paesi terzi per ottenere un riscontro sistematico sulle partite di bestiame provenienti dall'Unione e ha agevolato l'aggiornamento del documento di rete relativo all'omologazione e all'ispezione delle navi adibite al trasporto di bestiame.