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Contaminanti, stabiliti i tenori massimi del perclorato in alcuni alimenti

Fonte: redazione 'Alimenti&Bevande'
Data: 26/05/2020


Dal 1° luglio gli operatori del settore alimentare dovranno rispettare i tenori massimi di perclorato in determinati alimenti.

A stabilirlo è il regolamento (UE) 2020/685, che, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 160 di ieri, modifica il regolamento (CE) 1881/2006, inserendo nel suo allegato la Parte 9, dedicata, appunto, ai tenori massimi di questo contaminante, che riportiamo di seguito:

· frutta e ortaggi: 0,05 mg/kg, ad eccezione di Cucurbitaceae e cavoli ricci (0,10 mg/kg) e ortaggi a foglia ed erbe (0,50 mg/kg);
· tè (Camellia sinensis) essiccato e infusioni a base di erbe e frutta essiccate (0,75 mg/kg);
· formule per lattanti, formule di proseguimento, alimenti a fini medici speciali destinati ai lattanti e ai bambini nella prima infanzia e formule per la prima infanzia (0,01 mg/kg)1;
· alimenti per l'infanzia (0,02 mg/kg);
· alimenti trasformati a base di cereali (0,01 mg/kg).

I prodotti alimentari appartenenti a queste categorie, immessi sul mercato prima del 1° luglio, possono, però, continuare a essere commercializzati fino al loro termine minimo di conservazione o alla data di scadenza.

Come si è arrivati al regolamento

Il 30 settembre 2014 il gruppo di esperti sui Contaminanti nella catena alimentare (Contam) dell'Efsa ha adottato un parere scientifico sui rischi per la salute pubblica connessi alla presenza del perclorato negli alimenti e ha stabilito una dose giornaliera tollerabile di 0,3 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno in base all'inibizione dell'assunzione di iodio della tiroide in adulti sani.

Il gruppo ha concluso che:

· la stima attuale dell'esposizione alimentare cronica al perclorato può essere motivo di preoccupazione, in particolare per i consumatori molto esposti delle fasce di età più giovani della popolazione con una carenza di iodio lieve o moderata;
· è possibile che la stima attuale dell'esposizione a breve termine al perclorato sia preoccupante per i lattanti allattati al seno e i bambini nella prima infanzia con una bassa assunzione di iodio.

Ha poi raccomandato agli Stati membri dell'Unione europea di raccogliere dati supplementari sulla presenza di perclorato negli alimenti nell'UE, in particolare per quanto concerne gli ortaggi, le formule per lattanti, il latte e i prodotti lattiero-caseari, al fine di ridurre ulteriormente l'incertezza nella valutazione dei rischi.

In seguito al parere del gruppo Contam, la Commissione UE ha quindi adottato la raccomandazione (UE) 2015/682 con l'obiettivo di monitorare la presenza di perclorato negli alimenti.

Sulla base dei nuovi dati raccolti, nel 2017 il gruppo Contam ha quindi pubblicato una relazione sulla valutazione dell'esposizione alimentare al perclorato nella popolazione europea, rilevando un sostanziale allineamento delle stime dei livelli di esposizione a quelle contenute nel parere del 2014.

Tenuto conto della dose giornaliera tollerabile di 0,3 μg/kg di peso corporeo al giorno stabilita precedentemente, il gruppo ha pertanto confermato la conclusione che l'attuale esposizione cronica e a breve termine al perclorato può costituire un possibile problema per la salute umana.

Alla luce di tale conclusione sono dunque stati stabiliti i tenori massimi riportati nel regolamento (UE) 2020/685.

1 Le formule per la prima infanzia sono bevande a base di latte e prodotti simili a base di proteine destinati ai bambini nella prima infanzia.