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Etichettatura, Mipaaf e Mise firmano proroga per origine obbligatoria per pasta, riso e derivati del pomodoro

Fonte: Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali
Data: 30/03/2020


Prorogato fino al 31 dicembre 2021 l'obbligo di indicazione dell'origine del grano per la pasta di semola di grano duro, del riso e del pomodoro nei prodotti trasformati previsto dai due decreti ministeriali del 26 luglio 2017 (pasta e riso) e dal decreto ministeriale del 16 novembre 2017 (pomodoro).

È quanto prevede il decreto ministeriale firmato oggi dai ministri delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, e dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, che prolunga i provvedimenti del 26 luglio e del 16 novembre 2017 oltre il 1° aprile, data di entrata in applicazione del regolamento di esecuzione (UE) 2018/775 sull'indicazione del Paese di origine o del luogo di provenienza dell'ingrediente primario.

"L'Italia - hanno dichiarato i due ministri - si conferma all'avanguardia in Europa per la trasparenza delle informazioni al consumatore in etichetta. Non possiamo pensare a passi indietro su questa materia e per questo abbiamo deciso di andare avanti. Diamo certezze alle imprese di tre settori chiave per l'agroalimentare italiano. Chiediamo anche all'Europa di fare scelte coraggiose nell'ambito del "Green Deal" e della strategia "Farm to Fork", introducendo a livello europeo l'obbligo di indicare l'origine per tutti gli alimenti. Chiediamo ancora una volta alla Commissione di andare incontro anche alle richieste delle imprese, che oggi devono fronteggiare i danni da Covid-19, e di spostare di almeno un anno l'applicazione del regolamento di esecuzione (UE) 2018/775. Una norma che non ci piace e alla quale oggi, con tante imprese che producono imballaggi chiuse in Europa, è difficile adeguarsi".

Grano

Il decreto sull'origine del grano per la pasta di semola di grano duro prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia devono continuare ad avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:

· Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato;
· Paese di molitura: nome del Paese in cui il grano è stato macinato.
Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi non UE, Paesi UE e non UE;
· se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l'Italia, si potrà usare la dicitura: "Italia e altri Paesi UE e/o non UE".

Riso

Il decreto sull'origine del riso prevede che sull'etichetta del riso devono continuare a essere indicati:

· "Paese di coltivazione del riso";
· "Paese di lavorazione";
· "Paese di confezionamento".

Se le tre fasi avvengono nello stesso Paese, è possibile utilizzare la dicitura "Origine del riso: Italia".
Anche per il riso, se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi non UE, Paesi UE e non UE.

Pomodoro

Il decreto sull'origine del pomodoro nei prodotti trasformati prevede che le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia devono continuare ad avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:

· Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato;
· Paese di trasformazione del pomodoro: nome del Paese in cui il pomodoro è stato trasformato.
Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi non UE, Paesi UE e non UE.
Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura "Origine del pomodoro: Italia".

Le indicazioni sull'origine previste dai tre decreti devono essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.