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Riforma delle norme in materia di reati agroalimentari, Caselli: se si tarderà ancora, a perdere saranno i cittadini

Fonte: redazione 'Alimenti&Bevande'
Data: 25/02/2019


Sono passati poco più di tre anni dall'elaborazione dello schema di disegno di legge sulle nuove norme in materia di reati agroalimentari, ad opera della Commissione guidata dall'ex procuratore Giancarlo Caselli ed istituita, nell'aprile 2015, presso l'Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, su proposta dell'allora ministro Andrea Orlando. Ma il lavoro svolto non si è ancora trasformato in nulla di concreto.

Se ne è parlato giovedì scorso, a Torino, nel corso della giornata di apertura del Festival del Giornalismo alimentare, cui ha partecipato anche Caselli, intervistato dal giornalista de "La Stampa" Maurizio Tropeano.

Il lavoro svolto dalla Commissione interviene su due fronti: la tutela della salute pubblica, attraverso una chiara delimitazione della categoria dei reati di pericolo contro la salute, e il contrasto delle frodi in commercio di prodotti alimentari, sia sotto il profilo sanzionatorio, sia sotto il profilo dell'estensione della sfera repressiva, in modo da tutelare la "lealtà commerciale" e colpire, con maggiore efficacia, le organizzazioni complesse e la responsabilità delle persone giuridiche.

In realtà, il 1° dicembre 2017, il Consiglio dei Ministri, su proposta dell'allora ministro della Giustizia Andrea Orlando, recepì il lavoro della Commissione in un disegno di legge. Un atto, però, sembrato simbolico: si era ormai a fine legislatura (il 4 marzo 2018 ci furono le elezioni politiche) e il tempo per portare a termine l'iter di approvazione era troppo limitato.

"La normativa vigente - ha affermato l'ex procuratore - è obsoleta e inefficace: va nella direzione della depenalizzazione e, inoltre, le sanzioni amministrative non sono commisurate al disvalore prodotto dagli illeciti commessi".

"Il lavoro svolto dalla Commissione - ha precisato - può costituire anche solo la base di una riforma delle norme in materia di reati agroalimentari; se, però, si tarderà ancora a riformare il settore, a perdere saranno i cittadini".

Ma a cosa si deve questa mancanza di concretizzazione del lavoro svolto dalla Commissione? Secondo Caselli "ci sono forti resistenze corporative". "L'Italia - ha aggiunto - è un Paese civile, ma un Paese civile non può avere dubbi sulla riforma delle norme in materia di reati agroalimentari".