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Obbligo di indicare lo stabilimento in etichetta, Tribunale Civile di Roma: 'Il decreto legislativo 145/2017 è inapplicabile'

Fonte: redazione 'Alimenti&Bevande'
Data: 18/01/2019


Il decreto legislativo 145/2017 sull'obbligo di indicare in etichetta la sede dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento dei prodotti alimentari è inapplicabile perché non debitamente notificato alla Commissione europea.
Ad affermarlo è il Tribunale Civile di Roma nell'ordinanza del 3 gennaio relativa al procedimento n. r.g. 41840/2018, che fa riferimento ad una controversia tra l'ex vice ministro del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, Andrea Oliviero, e Dario Dongo, avvocato, consulente e giornalista esperto di Diritto alimentare.
Dopo aver querelato Dongo per diffamazione, Oliviero ha presentato ricorso al giudice civile per ottenere la rimozione di un articolo dello stesso Dongo, pubblicato sul sito da lui diretto Gift, in cui si sosteneva l'illegittimità del decreto legislativo 145/17, confermata nei giorni scorsi, come detto, dal Tribunale Civile di Roma.
"Il decreto legislativo 145/2017 [...] - si legge nell'ordinanza - risulta carente del suo iter di perfezionamento e di efficacia perché non è stato debitamente notificato alla Commissione europea, sulla base della direttiva 98/34/CE, sostituita dalla direttiva 2015/1535/UE.
Sulla base della citata direttiva è prevista una procedura di informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche per la circolazione di beni, prodotti, persone, servizi e capitali nel mercato dell'Unione, inteso come spazio senza frontiere interne, per cui gli Stati membri che desiderano introdurre una legge nazionale sono tenuti ad effettuare la notifica alla Commissione europea, in modo che la stessa possa garantire che la legge non sia in contrasto con le norme UE ed eventualmente disporre la sospensione dell'iter legislativo per un periodo minimo di tre mesi per proporre modifiche della misura progettata.
Nel caso in esame, l'Italia ha notificato alla Commissione europea la sua proposta di legge il 30 marzo 2017, ma la stessa è stata oggetto di parere circostanziato della Commissione europea del 3 luglio 2017, che ne ha escluso la legittimità, per incompatibilità dello schema di decreto con il regolamento (UE) 1169/2011 sull'etichettatura degli alimenti, in quanto esso prevede informazioni obbligatorie in etichette dei prodotti alimentari ulteriori rispetto a quelle stabilite dal regolamento (UE) citato nel tassativo elenco di quell'articolo 9".
"L'emissione di un parere circostanziato - prosegue l'ordinanza - comporta per lo Stato membro che abbia elaborato il progetto di regola tecnica l'obbligo di rinviare l'adozione di sei mesi, a decorrere dalla data della comunicazione.
L'Italia ha successivamente effettuato un'ulteriore notifica il 20 settembre 2017 ai sensi dell'articolo 114 del Trattato di funzionamento dell'Unione europea, ma la Commissione europea ha comunicato al Governo italiano l'irricevibilità della notifica a Bruxelles del decreto legislativo 145/2017, a mezzo di lettera del 28 gennaio 2018, indirizzata al Ministro degli Esteri e della Cooperazione economica".
"Sulla base dell'interpretazione in più occasioni fornita dalla Corte di Giustizia - conclude l'ordinanza - l'inadempimento dell'obbligo di notifica di una regola tecnica, per il conseguente contrasto alla normativa dell'Unione europea, comporta l'inapplicabilità della normativa interna e la non opponibilità ai privati, con la conseguenza che questi ultimi possono avvalersi del vizio procedurale - la mancata notifica - per eccepire l'inapplicabilità delle regole tecniche interne nei loro confronti innanzi ai giudici nazionali, ai quali compete la disapplicazione di una regola tecnica nazionale che non sia stata notificata conformemente alla direttiva citata".