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Acque potabili, modifiche al decreto legislativo 31/2001

Fonte: CeIRSA
Data: 03/10/2017


Il 2 settembre scorso è entrato in vigore il decreto del Ministero della Salute 14 giugno 2017, che recepisce la direttiva (UE) 1787/2015, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano.
Il provvedimento va a sostituire gli allegati II e III del decreto legislativo 31/2001 in materia di acque potabili: l'allegato II stabiliva le tipologie di controllo e le frequenze da osservare nel piano di campionamento annuale programmato dalle Asl, mentre l'allegato III forniva le specifiche per l'analisi dei parametri (metodo di analisi e caratteristiche di prestazione).
Per le acque potabili utilizzate nelle imprese alimentari i valori di parametro che devono essere rispettati dall'operatore del settore alimentare restano invariati e corrispondono a quelli elencati nell'allegato I del decreto legislativo 31/2001.
Di seguito vengono riportate le principali modifiche:

· i programmi di controllo per le acque destinate al consumo umano svolti dall'Asl territorialmente competente possono basarsi sulla valutazione del rischio eseguita dal gestore del servizio idrico. È infatti possibile derogare ai parametri e alle frequenze di campionamento di cui alla parte B, a condizione che il gestore del servizio idrico esegua una valutazione del rischio ai sensi della norma EN 15975-2 ("Sicurezza della fornitura di acqua potabile - Linee guida per la gestione del rischio e degli eventi critici") e/o delle linee guida nazionali per la valutazione e gestione del rischio nella filiera delle acque destinate al consumo umano secondo il modello dei Water Safety Plans (Piani di Sicurezza dell'acqua), elaborate dall'Istituto superiore di Sanità;
· sono stati modificati alcuni parametri (gruppo A e B elencati nella parte B) e frequenze minime di campionamento e analisi per i controlli ufficiali;
· vengono date delle specifiche per l'analisi dei parametri, in conformità alla norma UNI EN ISO/IEC 17025, dei laboratori preposti ai controlli sulla qualità delle acque destinate al consumo umano (obbligo di accreditamento entro il 31 dicembre 2019), l'indicazione dei metodi di analisi da utilizzare per la determinazione di alcuni parametri microbiologici e le caratteristiche di prestazione rispetto al limite di quantificazione e all'incertezza di misura dei parametri chimici.