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Haccp e Prp. Tra semplificazione e flessibilità

I chiarimenti della Commissione europea.

Autori: Corrado Finardi
Fonte: rivista 'Alimenti&Bevande' n. 3/2017
Data: 12/04/2017


Con la comunicazione 2016/C 278/01 del 30 luglio 2016, la Commissione europea ha avuto modo di chiarire alle autorità di controllo (principali destinatari dell'atto) a quali criteri ispirarsi sia nell'effettuare controlli sia nel fornire linee guida, orientamenti e altre indicazioni per le imprese.
Non è quindi peregrino affermare che - sebbene indirettamente - la comunicazione si rivolga di fatto alla platea del 99% delle imprese agroalimentari europee - piccole e medie imprese (Pmi) e microimprese - al fine di suggerire l'adozione, laddove possibile, di una gestione semplificata dei Sistemi di Sicurezza alimentare (Food Safety Management Systems, Fsms). Semplificazione fino ad oggi concessa, in modo evidente, solo al settore agricolo e che, da ora in poi, prevede, invece, un orizzonte di riferimento più variegato, inclusa la platea dei piccoli artigiani, dei ristoratori, degli esercizi al dettaglio e di somministrazione, che soffrono particolarmente l'imposizione di oneri burocratici che meglio si attagliano a realtà industriali vere e proprie.
L'esercizio della Commissione avviene nel bel mezzo del "fitness check" sul regolamento (CE) 178/2002 e all'alba della pubblicazione del nuovo regolamento sui controlli ufficiali (sostitutivo dei regolamenti (CE) 854/2004 e 882/2004), a testimonianza che si vanno a chiarire determinati punti, ma senza la pretesa di mutare alcunché nel vero e proprio apparato normativo dell'Unione. La stessa forma della comunicazione sembra voler indicare - con una maggiore certezza giuridica rispetto a pure spesso utilizzate linee guida e con una maggiore riferibilità in termini anche di gerarchia delle fonti - una base interpretativa di immediato accesso. Base necessaria per contemperare la flessibilità - da sempre garantita dal "Pacchetto Igiene" - con una ratio giuridica chiara, evitando, così, che i controllori a livello locale possano di volta in volta "eccessivamente interpretare" tale flessibilità, a discapito del funzionamento lineare delle attività imprenditoriali. In tal senso, la comunicazione risulta estremamente benvenuta.

 

 



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