Cerca nella sezione
Cerca nel Titolo

 

L’uso del vetro nell’alimentare. Norme e obblighi

Elevata la sua sicurezza dal punto di vista igienico-sanitario

Autori: Marina Cocchiarale, Carmine Di Pasca, Antonella Vita e Aurelia Vita
Fonte: rivista "Alimenti&Bevande" n. 1/2017
Data: 24/02/2017


Gli alimenti, per poter essere conservati, stoccati, distribuiti, venduti e consumati, necessitano di involucri che li contengano, il cui utilizzo si è notevolmente diffuso negli ultimi decenni. Tutti i materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti devono garantire l’assenza di cessione dei propri componenti chimici, la resistenza alle trasformazioni che possono essere indotte da alcuni componenti naturali e la proprietà di non modificare le caratteristiche nutrizionali ed organolettiche degli alimenti. Il vetro è il materiale principalmente utilizzato per la conservazione dei prodotti alimentari, le sue proprietà fisiche sono tali da renderlo insostituibile in molti dei suoi impieghi: è trasparente, è un ottimo isolante, ha un basso coefficiente di dilatazione termica, ma soprattutto è inerte chimicamente, caratteristica che lo rende inattaccabile dagli agenti atmosferici, dalla maggior parte degli acidi e dagli agenti esterni. I principali fattori del suo successo sono quindi l’impermeabilità, l’inerzia chimica, le garanzie igieniche, nonché la grande versatilità e la totale riciclabilità (100%). I punti deboli sono, invece, la fragilità e i costi per la produzione e il trasporto. Il vetro, grazie alle sue innumerevoli qualità come la resistenza alle alte temperature di lavaggio dei vuoti, la robustezza indispensabile per il loro riempimento, la richiudibilità perfetta, la totale garanzia di non assorbimento di sapori e odori, è uno dei prodotti più sicuri dal punto di vista igienico-sanitario. Nonostante la crescente disponibilità di materiali alternativi per il confezionamento alimentare, legata in particolare allo sviluppo dell’industria chimica, fra cui bottiglie per acqua in Pet, brik per il latte, vasetti in plastica per lo yogurt, il vetro ha mantenuto un ruolo centrale anche nell’immaginario dei consumatori. Oltre alle deduzioni che possono derivare semplicemente dalla valutazione del lunghissimo periodo in cui questo materiale è stato utilizzato dall’uomo, recenti studi confermano che, dal punto di vista della sicurezza, il vetro si posiziona in prima linea e garantisce l’assenza di alcuna significativa interazione e alterazione dell’alimento.
Ad oggi, il vetro è l’unico imballaggio al quale è riconosciuto un valore in termini di garanzia sanitaria, rispondendo con maggior facilità alle disposizioni comunitarie, e contribuisce, pertanto, alla tutela della salute dei cittadini-consumatori. Si può pertanto affermare che, in base alle conoscenze attuali, il vetro non rilascia e non assorbe sostanze tossiche, anche in condizioni di esposizione ad ambienti e temperature non ideali, non interagendo con l’alimento in esso contenuto. Fra i vari tipi di imballaggio, i vasetti di vetro chiusi con capsule metalliche, oltre che garantire la sicurezza del prodotto, costituiscono una confezione accattivante per il consumatore, che può valutare visivamente il prodotto da acquistare.



Scarica l'approfondimento