Cerca nella sezione
Cerca nel Titolo

 

Contaminazioni da aflatossine. Come prevenirle nel mais

Le corrette procedure da seguire nelle attività di essiccazione del mais.

Autori: Gianluigi Valsecchi
Fonte: rivista "Alimenti&Bevande" n. 6/2016
Data: 15/07/2016


L’incremento delle non conformità al regolamento (CE) 1881/2006 per contaminazione da aflatossine B1 e totali (somma di B1, B2, G1, G2) nel mais e da aflatossina M1 nel latte, segnalate in più occasioni negli ultimi anni, hanno evidenziato che non siamo più dinanzi a fenomeni sporadici, ma piuttosto a situazioni che si ripetono quasi con frequenza annuale e che pertanto richiedono una prevenzione efficace nei confronti di una possibile immissione nella catena alimentare o mangimistica del mais contaminato dalle sopradescritte aflatossine.
Ai sensi del suddetto regolamento (CE) 1881/2006, per garantire la tutela della salute pubblica, ì prodotti il cui contenuto di aflatossine superi i rispettivi tenori massimi non devono essere commercializzati come tali, né essere impiegati come ingredienti di altri alimenti o utilizzati nell'alimentazione animale, i cui limiti sono riportati nel d.lgs. 149/2004, e non possono essere diluiti con mais a minor contaminazione per renderli conformi.
L’incremento di aflatossine nel mais può avere ripercussioni di natura sanitaria sia dirette, sul mais ad uso alimentare, che indirette, attraverso l’uso dello stesso nei mangimi e la conseguente presenza di aflatossina M1 nel latte oltre i livelli consentiti.
Anche l’anno 2015 ha determinato uno stato di emergenza, dovuto alle particolari condizioni climatiche, che hanno creato condizioni favorevoli alla contaminazione da afIatossine nelle produzioni di mais.
Per tali circostanze il Ministero della Salute, di intesa con il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, le Regioni/Province autonome e l'Istituto superiore di Sanità, sentite le associazioni di categoria, ha fornito indicazioni sull’elaborazione di procedure per gestire l'emergenza in questione, sia a livello di autocontrollo che di controllo ufficiale da parte dell’autorità competente.
Attualmente tali procedure sono individuate dalle Regioni interessate dal fenomeno, sentito il Ministero della Salute, e formalizzate con proprio provvedimento legislativo per un periodo limitato di tempo.
È pertanto necessario disporre di procedure sia preventive, ma anche di rapida applicazione, nelle situazioni di emergenza. Tali procedure devono garantire misure adeguate per garantire interventi efficaci e comuni in caso di grave rischio relativo agli alimenti e ai mangimi.



Scarica l'approfondimento