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Home restaurants. Proposte di legge, obblighi e problematiche

Il Ministero piu' volte sollecitato a predisporre una normativa ad hoc.

Autori: Gianluigi Valsecchi
Fonte: rivista "Alimenti&Bevande" n. 5/2016
Data: 14/06/2016


In Italia, come in tutto il mondo, stanno aumentando in maniera esponenziale i cosiddetti “home restaurants” noti anche come “home food”, attività svolte in abitazioni private, dove gli alimenti sono regolarmente preparati per essere commercializzati ovvero somministrati nei locali privati di tali abitazioni ai consumatori finali, dietro il pagamento di un corrispettivo da parte dei consumatori stessi. Un servizio di ristorazione vero e proprio, esercitato da persone fisiche, all’interno della propria abitazione privata, sia di proprietà che in affitto, con l’obiettivo, il più delle volte, di valorizzare il prodotto tipico locale che caratterizza non solo la Regione, ma anche la singola Provincia dove la menzionata attività viene svolta, tutelando il patrimonio enogastronomico locale e nazionale e creando anche nuove opportunità reddituali di tipo complementare.
Lo svolgimento di tale attività, anche se integrativa al reddito principale, rappresenta per molte casalinghe, ma anche per i giovani, un'opportunità occupazionale che, anche se in forma diversa, in qualche misura è già stata sperimentata attraverso il bed and breakfast ovvero agriturismi, la cui formula è simile all'home food (nel caso, ad esempio, dell’elaborazione di piatti di gastronomia nella cucina dell’azienda agrituristica, ai fini della somministrazione agli avventori dell’agriturismo stesso).



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