Cerca nella sezione
Cerca nel Titolo

 

Analisi di laboratorio. Aperto il dibattito sul valore probatorio

Quando il laboratorio non e' accreditato e i metodi non sono ufficiali.

Autori: Carlo e Corinna Correra
Fonte: rivista "Alimenti&Bevande" n. 5/2016
Data: 14/06/2016


Segnali inquietanti arrivano – per il già sin troppo tormentato mondo normativo e giurisprudenziale sul controllo ufficiale dei prodotti alimentari – da recenti pronunce della Suprema Corte di Cassazione e da preannunci di riforme normative che mirano sì ad uno sveltimento delle indagini analitiche ufficiali sugli alimenti, ma al prezzo, inaccettabile, della riduzione delle “garanzie difensive” per l’Operatore del settore alimentare (Osa). Il tutto inserito in un quadro di repressione penale più accentuata dei fenomeni illegali nella produzione e distribuzione dei prodotti agroalimentari.
Proviamo allora, prendendo spunto da sentenze e disegni di legge, a formulare una prima riflessione critica sulle “inquietudini” per gli operatori del diritto alimentare e per le aziende da loro assistite.
Partiamo da una pronuncia della Corte di Cassazione (udienza del 19 novembre 2014 l’udienza, Sezione penale III, sentenza n. 36506/2015) sulle problematiche legate alla formazione della prova analitica utilizzabile nei processi relativi ad alimenti non conformi.
Al centro della vicenda giudiziaria si pongono le indagini di laboratorio svolte su confezioni di una “soluzione idroalcolica di propoli” (un integratore alimentare). Gli esiti analitici evidenziavano, infatti, la presenza di fitofarmaci vietati in una sostanza alimentare. Sennonché la difesa dell’Osa ricorrente per Cassazione si è incentrata tra l’altro:

· sulla circostanza della mancata notifica dell’esito di prima analisi sfavorevole secondo le modalità stabilite dalla vigente legislazione in materia di procedura per le analisi di revisione (artt. 6, 15, 16 e 18 del d.p.r. n. 327/1980);
· sulla mancanza di “accreditamento” del laboratorio del controllo ufficiale per le analisi volte – come nel caso di specie – alla ricerca di fitofarmaci in una lozione di propoli ovvero sulla “illegittimità” del referto di quella (prima ed unica) analisi in quanto rilasciato da un laboratorio ufficiale non accreditato e perciò in violazione dell’art. 12 del reg. (CE) 882/2004, che invece prescrive quello “accreditamento” per i laboratori del controllo ufficiale.

La Suprema Corte ha ritenuto però di poter superare e rigettare entrambe le eccezioni in questione.



Scarica l'approfondimento