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Rischio chimico. Un sito per informare i giovani consumatori

Per realizzare il progetto sono stati coinvolti gli studenti.

Autori: Claudio Mantovani e Silvia Bonaldo
Fonte: rivista "Alimenti&Bevande" n. 3/2016
Data: 15/04/2016


Il rischio chimico, rappresentato dalla presenza volontaria o involontaria di sostanze tossiche pericolose per la salute, è, tra quelli alimentari, il più temuto dai consumatori italiani ed europei. Tali sostanze includono contaminanti ambientali, metalli pesanti e molecole rilasciate dai materiali utilizzati nelle fasi di produzione o dal packaging. In molti casi il consumatore non può fare molto per tutelarsi, soprattutto se i contaminanti sono già presenti nelle materie prime. In altri casi, invece, è possibile adottare misure che riducano l’esposizione al rischio attraverso l’assunzione di comportamenti corretti nelle fasi di acquisto, conservazione, preparazione e cottura dei prodotti alimentari. In altre parole, se da una parte vi è la responsabilità di chi produce, vende e controlla i prodotti alimentari di garantirne adeguati standard igienico-sanitari, dall’altra esiste anche quella del consumatore di gestire correttamente, nell’ambiente domestico, gli alimenti e le bevande acquistati. A tal fine, è necessario che quest’ultimo disponga di conoscenze adeguate e scientificamente affidabili, provenienti da fonti istituzionali.
In questo contesto, si inserisce il sito web sul rischio chimico alimentare realizzato dall’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie (Osservatorio e Laboratorio comunicazione della scienza della Struttura complessa SCS7 “Comunicazione e conoscenza per la salute” e Struttura complessa SCS2 “Chimica”), nell’ambito di un progetto di ricerca finanziato dal Ministero della Salute4, allo scopo di aumentare la consapevolezza del consumatore intorno ai rischi chimici in cucina e favorirne l’adozione di comportamenti corretti e protettivi della salute.
L’iniziativa ha visto la collaborazione del dipartimento di Scienze umane per la formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano “Bicocca” e dell’Ufficio Scolastico regionale per il Veneto.



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