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Alimenti ed integratori. Nuove prospettive per validare i claims?

Le conseguenze tecnico-regolatorie della sentenza del Tar Lazio n. 11119/2005.

Autori: Luca Bucchini
Fonte: rivista "Alimenti&Bevande" n. 2/2016
Data: 15/03/2016


Da dicembre 2006, con la pubblicazione in Gazzetta del regolamento (CE) 1924/06 (il cosiddetto regolamento Claim), l’Unione europea ha un nuovo assetto in materia di comunicazione di indicazioni nutrizionali e sulla salute (nutrition and health claims) sui prodotti alimentari. Tuttavia, l’applicazione effettiva di questa norma non si può ancora considerare completata. Anzi, specie in Italia, sul fronte dei claims salutistici vi sono aree di parziale attuazione, di incertezza e di interpretazione che meritano la massima attenzione da parte degli operatori del settore alimentare (Osa) in quanto, a seconda dell’indicazione, possono cambiare i limiti imposti alla comunicazione della stessa e i dati necessari perché non risulti fuorviante.
In questa prospettiva di indispensabile continuo aggiornamento degli Osa, vanno inserite le conseguenze della sentenza del Tribunale amministrativo regionale (Tar) per il Lazio2 – la n. 11119 del 9 settembre 2015 – che ha annullato un provvedimento dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) in materia di indicazioni sulla salute, stupendo molti osservatori.
In attesa che sulla questione si esprima il Consiglio di Stato, il presente articolo esamina le conseguenze tecnico-regolatorie della sentenza del Tar.



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