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Integratori e functional foods. Quali claims utilizzare?

Nelle imprese ancora tanta la confusione in materia.

Autori: Luca Bucchini
Fonte: rivista 'Alimenti&Bevande' n. 3/2014
Data: 23/04/2014


Dal 2006 ad oggi, comunicare i benefici di un alimento o di un integratore è diventato più complicato. Considerato, però, che per alcune imprese è spesso necessario, bisogna seguire con attenzione l’evoluzione del quadro interpretativo per capire come e cosa comunicare rispetto ai propri prodotti alimentari. Le opportunità non mancano. Del resto, l’incontro tra l’enorme e affermato mercato dei prodotti alimentari (tra cui gli integratori) con profilo salutistico e un progetto normativo ambizioso come il “regolamento Claim” (reg. CE 1924/2006) non poteva essere semplice e privo di ambiguità.
Lo sforzo interpretativo è in corso: si è pronunciata anche la Corte di Giustizia di Lussemburgo, interprete finale del diritto europeo, confermando i fondamenti del Regolamento e garantendone l’ampia applicabilità (sentenza C 544/10 del 6 settembre 2012) o analizzando gli aspetti relativi ai marchi (sentenza C 299/12 del 18 luglio 2013). Ma è a livello nazionale che il Regolamento e le norme collegate si applicano, anche per i claims sulla salute, ed è soprattutto negli orientamenti ed esiti delle attività dei controllori che si può meglio capire come va letta questa norma. Sempre a livello nazionale, si è stabilito, inoltre, quando e perché il Regolamento non dovrebbe trovare applicazione.
Z C’è ancora incertezza tra le imprese su come verranno definiti alcuni aspetti, su quali siano le prospettive, su quali strade siano concretamente aperte e su come interpretare le norme vigenti, non nei tribunali, ma in fase di disegno e verifica di etichette e pubblicità.



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