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Cina. Nuove riforme sul fronte della sicurezza

Verso un nuovo orizzonte globale.

Autori: Dario Dongo e Francesco Montanari
Fonte: rivista 'Alimenti&Bevande' n. 1/2014
Data: 20/02/2014


Politica, Riforme, Crescita. Potrebbe leggersi anche così l'acronimo che identifica la People's Republic of China (PRC). La crescita – solida e solidale – ha già consentito di raggiungere anzitempo i traguardi fissati nei Millennium development goals e permette ogni anno a oltre 20 milioni di famiglie di superare la soglia del reddito medio (9.300 euro). Procede altresì, anche a seguito dell'ingresso nel Wto (2001), la progressiva liberalizzazione del mercato e l’apertura agli scambi commerciali, che ha favorito uno sviluppo economico straordinario (con indice di crescita +7,7% nel 2012). Candidata a diventare nel prossimo decennio l’economia più importante del pianeta, con oltre 1 miliardo e 300 milioni di abitanti, la Cina rappresenta oggi un mercato dalle enormi potenzialità per chi pianifichi investimenti o intenda esportare prodotti o servizi. Se per un verso la PRC appare oggi un mercato di grande interesse per chi desideri espandere il proprio business, bisogna altresì considerare la concorrenza delle imprese cinesi, nel proprio mercato e su quelli internazionali. Nel comparto agro-alimentare le aziende cinesi (per la gran parte micro-imprese con meno di 10 dipendenti) possono infatti contare su costi di manodopera e produzione ancora relativamente bassi. D'altra parte, si evidenzia l'opportunità di incrementare i livelli di sicurezza alimentare. In Cina, come pure negli Usa, sull'altra sponda del Pacifico. Nel 2010, mentre il Chinese journal of food hygiene aveva registrato circa 94 milioni di tossinfezioni alimentari e 8.500 decessi, il Center for disease control and prevention a sua volta stimava negli Usa circa 48 milioni di casi di "foodborne illness”, con circa 3mila conseguenze letali.



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