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Filiera corta. La ristorazione collettiva scolastica e assistenziale

Il caso dei prodotti biologici e di quelli locali nella ASL di Asti.

Autori: Giuseppe Zicari, Vincenzo Soardo, Elena Cerrato, Ivana Morando, Daniela Rivetti
Fonte: rivista 'Alimenti&Bevande' n. 7-8/2011
Data: 12/07/2011


Con il termine filiera corta agroalimentare si intendono alcune modalità di vendita che vedono i produttori e i consumatori in rapporto diretto, senza intermediari. Con questa metodologia di commercializzazione si hanno alcuni vantaggi: riduzione dei costi, come quelli attribuibili agli intermediari; aumentare i possibili guadagni per i produttori, come quelli di frutta, verdura, carni e formaggi; aumentare la fiducia dei consumatori nei confronti del sistema produttivo in quanto è possibile, in alcuni casi, un contatto diretto con i produttori; avere più facilmente prodotti locali e di stagione; ridurre il trasporto, gli imballaggi e i consumi di energia, con evidenti ricadute positive sull'ambiente (ad esempio, sull'inquinamento atmosferico o sulla produzione dei rifiuti).
La promozione dei prodotti regionali all'interno della stessa Regione in cui sono prodotti può innescare vantaggi per il territorio, economici ed ambientali altrettanto importanti. I prodotti locali vengono spesso definiti quelli provenienti dalla stessa Regione o dalla stessa Provincia e Comuni limitrofi o, al massimo, da 50 km.
Obiettivo di questo lavoro è stata la realizzazione di una prima indagine conoscitiva sull'uso nelle mense della ristorazione collettiva scolastica ed assistenziale, controllate dal Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) dell'ASL di Asti, di prodotti da filiera corta, dei prodotti locali e di alimenti derivanti da produzioni biologiche o integrate. Questo monitoraggio rientra nell'ambito dell'obiettivo aziendale di sostegno ai principi e metodologie di utilizzo dei prodotti più sostenibili per l'ambiente.



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