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Residui di fitosanitari nell'ortofrutta. Come controllare i rischi?

Un metodo per tenere sotto controllo i fornitori di prodotti ortofrutticoli freschi con livelli di fitofarmaci fuori norma.

Autori: Franca Di Giovanni, Chiara Minutolo e Ombretta Pellerey
Fonte: rivista 'Alimenti&Bevande' n. 4/2009
Data: 01/04/2009


Il consumatore italiano ed europeo è diventato sempre più esigente in tema di sicurezza alimentare. Questo vale anche per i prodotti ortofrutticoli in ordine, particolarmente, ai residui di fitosanitari (detti comunemente pesticidi o fitofarmaci).
Cosa può dunque fare il mercato per soddisfare queste richieste? Un ruolo fondamentale spetta alla produzione primaria: l'impiego di fitosanitari approvati e adeguati allo specifico prodotto ortofrutticolo, il rispetto del dosaggio e del tempo di carenza sia in fase di raccolta sia di post-raccolta sono requisiti necessari perchè siano collocati in commercio prodotti sicuri per il consumatore.
Un ruolo secondario, ma altrettanto importante, è svolto dai commercianti, che distribuiscono il prodotto al consumatore finale. A costoro spetta di approvvigionarsi solo da fornitori qualificati, che diano fattive garanzie di sicurezza e affidabilità. Le valutazioni dei commercianti, del resto, possono nel medio termine indurre a scelte sempre più virtuose e attente la stessa produzione primaria, implementandone l'attenzione alle politiche di qualità. Spesso, tuttavia, i negozianti hanno un unico modo di qualificare e selezionare i loro fornitori: quello meramente documentale, privo di verifiche sperimentali, e ciò a causa dell'elevato numero di fornitori che il mercato richiede per poterne soddisfare le numerose (sia in termini di quantità che di varietà) richieste.
Esiste, dunque, un adeguato ed efficace sistema di controllo? Una prima risposta viene dalle analisi sui prodotti oggetto di commercio.



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