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Farine di pesce per i ruminanti. Via libera dall'Unione europea

Tutte le novità del regolamento europeo 956/2008, che reintroduce le farine di pesce come mangimi per l'alimentazione di giovani ruminanti non svezzati.

Autori: Gaetano Forte
Fonte: rivista 'Alimenti&Bevande' n. 1-2/2009
Data: 01/01/2009


Dal 20 ottobre 2008 è stato ammesso l'utilizzo, dopo lunghi anni di divieto, delle farine di pesce come mangimi per l'alimentazione di giovani ruminanti non svezzati.
Con il regolamento Ce 956/2008, recentemente pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 30 settembre 2008, è stato eliminato, infatti, uno degli ostacoli al generico divieto di somministrare proteine animali ai ruminanti.
Tale divieto è contemplato dal regolamento Ce 999/2001, che stabilisce norme per la prevenzione, il controllo e l'eradicazione di alcune encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE) negli animali, ed in particolare dall'art. 7/1, che vieta la somministrazione ai ruminanti di proteine.
Le prescrizioni contenute nel citato divieto, in sostanza, sono state ritenute idonee dal legislatore comunitario ad impedire la trasmissione delle TSE all'uomo e agli animali.
Il legislatore europeo si era posto il problema, infatti, della somministrazione di proteine animali ai ruminanti, in quanto non sono un elemento naturale dell'alimentazione dei capi adulti.
In seguito alle crisi della BSE e dell'afta epizootica, è stato accertato sempre più che il modo migliore per garantire la salute umana e animale è quello di allevare e nutrire gli animali nel rispetto delle peculiarità di ogni specie. In base al principio di precauzione ed in linea con la dieta e le condizioni di vita naturali dei ruminanti, è stato ritenuto di imporre, e successivamente mantenere, il divieto relativo alla somministrazione di proteine animali ai ruminanti in forme che non costituiscono abitualmente parte della loro dieta naturale.
In materia è stato comunque sempre ritenuto importante che tali divieti siano proporzionali ai rischi cui si va incontro. Pertanto, sono state previste deroghe. L'art. 7 sopra richiamato è infatti temperato dalle eccezioni di cui al successivo paragrafo 3.



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