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Valutazione delle proprietà di scorrimento delle polveri

La movimentazione di prodotti in polvere risulta essere da sempre problematica a causa delle numerose variabili in gioco.

Fonte: rivista 'Alimenti&Bevande' n. 4/2018
Data: 21/05/2018

Azienda: URAI

L'automazione delle procedure produttive nella moderna industria alimentare è sempre più inderogabile. L'efficienza dei metodi ed i tempi di lavorazione, infatti, influiscono significativamente sulle capacità produttive, con ricadute dirette sui costi di produzione. L'automazione è tipicamente la risposta più ovvia a questa richiesta di maggiore efficienza. Tuttavia, l'automazione degli impianti necessita che le materie prime in uso abbiano proprietà fisico-meccaniche possibilmente costanti e controllabili, in modo da gestire preventivamente la messa a punto degli impianti stessi ed evitare problemi di dosaggio, trasporto, se non addirittura di fermo impianti. Tipicamente, la movimentazione di prodotti in polvere risulta essere da sempre problematica a causa delle numerose variabili in gioco. Infatti, la granulometria media, la distribuzione granulometrica, la morfologia, la sensibilità alle cariche elettrostatiche, la struttura superficiale e il contenuto di acqua possono influenzare grandemente la capacità di scorrimento e di alimentazione delle stesse e conseguentemente i ritmi produttivi. Pensare di poter controllare tutti questi parametri e le loro interazioni in sede di laboratorio diventa difficile. È tuttavia possibile valutare in modo oggettivo la capacità di scorrimento delle polveri mediante strumenti specifici quale il PFT - Powder Flow Tester del costruttore AMETEK Brookfield.
Lo strumento utilizza una tramoggia ad anello, in cui viene caricata la polvere campione. Un anello pressore sovrastante comprime il campione e, ruotando, ne verifica la resistenza allo scorrimento. Effettuando diverse misure a diversi livelli di pressione si ottengono grafici quali:

· funzione di flusso, che indica in forma grafica la capacità di scorrimento del prodotto;
· angolo di attrito alla parete, che rappresenta l'inclinazione minima della tramoggia perché il prodotto possa scorrere;
· densità apparente, che evidenzia la comprimibilità delle polveri stesse.

Tramite queste valutazioni è possibile intervenire preventivamente in termini impiantistici o sulla formulazione delle polveri stesse, al fine di modificarne il comportamento a scorrimento ed evitando così indesiderate anomalie di processo.

 





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