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Controlli sicurezza degli alimenti in Italia, pubblicati i dati delle attività 2017

Fonte: CeIRSA
Data: 31/08/2018


Il Ministero della Salute ha recentemente pubblicato la relazione annuale 2017 al Piano nazionale integrato dei Controlli sulla Sicurezza alimentare (Pni).

Il documento fornisce un quadro di insieme dei risultati delle attività svolte direttamente sulle produzioni alimentari e di quelle relative ad altri ambiti di interesse che, direttamente o indirettamente, possono influenzare il livello di sicurezza delle produzioni agroalimentari e zootecniche. Tale principio è alla base del Pni, che delinea l'intero Sistema dei Controlli ufficiali in materia di alimenti, mangimi, sanità e benessere animale, sanità delle piante e ambiente.

In Italia, i controlli sulla sicurezza degli alimenti vengono svolti da diversi organi di controllo: i Servizi Veterinari e quelli di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (Sian) delle Aziende sanitarie locali in qualità di autorità competente locale per la sicurezza alimentare, l'Ispettorato centrale per la Qualità degli Alimenti e la Repressione Frodi (Icqrf) del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e Forestali, i reparti specializzati del Comando Carabinieri (Nas e Nac), il Corpo forestale dello Stato, le Capitanerie di porto e la Guardia di Finanza, i Posti di ispezione frontaliera (Pif), gli Uffici di Sanità marittima aerea di frontiera (Usmaf), l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nonché l'Istituto superiore di Sanità e i laboratori degli Istituti zooprofilattici sperimentali per l'esecuzione delle analisi sui campioni prelevati.

I dati relativi ai controlli effettuati in Italia nel 2017 per garantire la sicurezza degli alimenti sono riportati nell'infografica qui di seguito, da cui emerge che la maggior parte dei controlli (quasi il 90%) viene eseguita dal personale dei Servizi Veterinari e dei Sian delle Asl, considerando la sola attività di controllo ufficiale sulle attività di produzione, distribuzione e somministrazione di alimenti e bevande.

I dati pubblicati dal Ministero evidenziano un aumento del numero di controlli svolti dalle Asl rispetto al 2016 (ma comunque inferiore all'oltre 1 milione di controlli di qualche anno fa) e da altri organi di controllo (ad esempio, Icqrf), a fronte di una lieve diminuzione di quelli svolti in particolare dal Nas. Occorre anche precisare che il Corpo forestale dello Stato è stato assorbito, con decreto legislativo 12 dicembre 2017, n. 228, dal Comando carabinieri per la Tutela ambientale e dal Comando carabinieri per la Tutela agroalimentare.

Il 2017, inoltre, è il primo anno di applicazione dell'Intesa 212/CSR del 10 novembre 2016, concernente le "Linee guida per il controllo ufficiale ai sensi dei regolamenti (CE) 882/2004 e 854/2004", che prevede una nuova modulistica, e non è quindi possibile effettuare una comparazione corretta dei nuovi dati con quelli relativi agli anni precedenti.

Nel 2017, le Regioni hanno rendicontato come attività delle Asl il controllo ispettivo di 348.616 stabilimenti e attività produttive. Di questi, 176.217 sono gli stabilimenti riconosciuti di prodotti di origine animale (ad esempio, macelli, caseifici e impianti di trasformazione) sui quali sono state effettuate 490.904 ispezioni, con 39.598 relazioni di non conformità; 172.399 sono le attività registrate ai sensi del regolamento (CE) 852/04 (ad esempio, stabilimenti di prodotti di origine vegetali, ristoranti e mezzi di trasporto), sulle quali sono state effettuate 352.621 ispezioni, con 34.280 infrazioni.
Il controllo ufficiale attraverso l'attività analitica di alimenti, bevande e materiali a contatto con alimenti ha riguardato il prelievo di 47.804 campion, isu cui sono state effettuate 118.550 analisi e rilevate 1.044 irregolarità.

Il Ministero della Salute ha collaborato con il Nas, che nel 2017 ha eseguito 50.201 controlli, di cui 30.311 nei settori d'interesse del Piano nazionale integrato. Le verifiche hanno portato al riscontro di 11.470 non conformità, con 9.465 segnalazioni di operatori del settore all'autorità amministrativa, 1.333 all'autorità giudiziaria nonché all'arresto di 16 persone.
L'attività di controllo sui prodotti importati è stata espletata attraverso il coordinamento degli uffici periferici del Ministero della Salute, in collaborazione con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L'Icqrf ha contribuito con ispezioni e analisi nell'ambito della lotta alle frodi alimentari e della qualità merceologica.
Tra le criticità maggiori riscontrate nel 2017:

· l'uso di principi attivi ad azione farmacologica non autorizzati (per esempio, il Fipronil, acaricida utilizzato illegalmente) e il non corretto utilizzo di farmaci veterinari. La recente introduzione nelle norme della digitalizzazione dell'intero sistema di tracciabilità del farmaco veterinario - che include la ricetta elettronica - rappresenta un passo decisivo nel garantire la correttezza dell'utilizzo del farmaco negli allevamenti;
· il riscontro di pericoli emergenti tra i contaminanti organici, come le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS);
· le micotossine e i metalli pesanti continuano a rappresentare una problematica di difficile risoluzione tra i contaminanti;
· il mancato rispetto del buono stato di conservazione degli alimenti, in particolare dei prodotti ittici;
· la non conformità a criteri microbiologici di sicurezza alimentare per presenza di Escherichia coli, inclusi gli Escherichia coli produttori di Shiga-Tossina (Stec), Salmonella e Listeria monocytogenes;
· la presenza di allergeni non dichiarati negli alimenti, soprattutto soia e uova.