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Organismi ottenuti mediante mutagenesi, Corte di Giustizia UE: si tratta di Ogm

Fonte: redazione 'Alimenti&Bevande'
Data: 30/07/2018


Gli organismi ottenuti mediante mutagenesi1 costituiscono organismi geneticamente modificati (Ogm) e, in linea di principio, sono soggetti agli obblighi previsti dalla direttiva 2001/18/CE sugli Ogm. Tuttavia, quelli ottenuti attraverso tecniche di mutagenesi utilizzate convenzionalmente in varie applicazioni con una lunga tradizione di sicurezza sono esentati da tali obblighi, fermo restando che gli Stati membri sono liberi di assoggettarli, nel rispetto del diritto dell'Unione europea, agli obblighi previsti dalla direttiva o ad altri obblighi.

Queste le conclusioni della sentenza della Corte di Giustizia UE del 15 luglio scorso, nella causa C-528/16.

La vicenda nasce dal ricorso presentato dalla Confédération paysanne, sindacato agricolo francese che difende gli interessi dell'agricoltura contadina, e da altre otto associazioni dinanzi al Conseil d'État (Consiglio di Stato francese) in merito alla normativa francese, che esenta gli organismi ottenuti mediante mutagenesi dagli obblighi imposti dalla direttiva 2001/18/CE. In particolare, tale direttiva prevede che gli Ogm devono essere autorizzati dopo una valutazione dei rischi che presentano per la salute umana e l'ambiente e li sottopone a requisiti di tracciabilità, di etichettatura e di monitoraggio.

"La Confédération paysanne e le altre associazioni - si legge in un comunicato pubblicato sul sito della Corte di Giustizia UE - invocano il fatto che le tecniche di mutagenesi sono cambiate nel tempo. Prima dell'adozione della direttiva 2001/18/CE, si utilizzavano solo metodi di mutagenesi tradizionali o casuali applicati in vivo su piante intere. Il progresso tecnico ha poi portato all'emergere di tecniche di mutagenesi in vitro che consentono di procedere a mutazioni mirate al fine di ottenere un organismo resistente a taluni erbicidi. Orbene, per la Confédération paysanne e le altre associazioni, l'utilizzo di varietà di sementi rese resistenti a un erbicida comporta un rischio di danni importanti per l'ambiente così come per la salute umana e animale alla stessa stregua degli Ogm ottenuti attraverso transgenesi. È in tale contesto che il Conseil d'État ha invitato la Corte di Giustizia a stabilire, in sostanza, se gli organismi ottenuti mediante mutagenesi siano Ogm e se siano soggetti agli obblighi previsti dalla direttiva 2001/18/CE".

Con la sentenza del 25 luglio scorso, la Corte, oltre ad aver stabilito che la direttiva sugli Ogm si applica anche agli organismi ottenuti mediante tecniche di mutagenesi emerse successivamente alla sua adozione, esamina la questione se le varietà geneticamente modificate ottenute mediante mutagenesi debbano soddisfare una condizione prevista dalla direttiva 2002/53/CE, secondo cui una varietà geneticamente modificata può essere ammessa nel «catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole le cui sementi o i cui materiali di moltiplicazione possono essere commercializzati» solo se sono state adottate tutte le misure appropriate per evitare i rischi per la salute umana e l'ambiente. Ebbene, la Corte ritiene che la nozione di "varietà geneticamente modificata" debba essere intesa nel senso che essa fa riferimento alla nozione di Ogm contenuta nella direttiva 2001/18/CE, cosicché le varietà ottenute mediante mutagenesi che rientrano in tale direttiva devono soddisfare la condizione suindicata. Le varietà ottenute per mezzo di tecniche di mutagenesi utilizzate convenzionalmente in varie applicazioni con una lunga tradizione di sicurezza, invece, sono esentate da tali obblighi.

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1 A differenza della transgenesi, la mutagenesi è un insieme di tecniche che consentono di modificare il genoma di una specie vivente senza inserire Dna estraneo. Tali tecniche hanno consentito di sviluppare varietà di sementi resistenti a erbicidi selettivi.