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Pif e Uvac, pubblicata la relazione sulle attività svolte nel 2017

Fonte: @nmvi Oggi
Data: 11/06/2018


È stato pubblicato il report annuale delle attività svolte dai Posti di ispezione frontalieri (Pif) e dagli Uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (Uvac).

Attività 2017 dei Pif - Nel 2017 i Pif italiani hanno sottoposto a controllo per l'importazione sul territorio nazionale 47.279 partite di animali, prodotti di origine animale e mangimi di origine animale da oltre 100 Paesi terzi (-0,3% rispetto all'anno precedente).

Le partite di mangimi di origine non animale controllate sono state 2.896. Il controllo è stato di tipo sistematico, su ogni partita, al fine di verificare la correttezza della documentazione e l'identità del prodotto. L'ispezione sanitaria sulle merci di interesse veterinario è stata condotta invece con una frequenza di controllo diversa a seconda della tipologia e del Paese di provenienza sulla base delle indicazioni stabilite dalla legislazione dell'UE.

Quando ritenuto opportuno dai veterinari ispettori, oppure in osservanza di specifiche istruzioni ministeriali o dell'UE, il controllo fisico/materiale è stato integrato da un controllo di laboratorio. La media percentuale del controllo di laboratorio rispetto al totale delle partite sottoposte a controllo fisico/materiale è stata, nel 2017, del 8,6%, percentuale di poco superiore a quella riscontrata nel 2016.

I respingimenti, in numero di 179 partite di merci sono risultati pari allo 0,4% circa delle partite presentate all'importazione con una percentuale analoga a quella riscontrata nel 2016 (0,4%). In relazione alla tipologia di controllo (documentale, di identità, fisico, di laboratorio), sono risultati prevalere i respingimenti causati da carenze documentali con percentuali analoghe a quelle riscontrate nel 2016: il 31,8% è stato effettuato a seguito di controllo documentale, il 2,3% a seguito di controllo fisico, il 12,3% a seguito di controllo d'identità, l'20,1% a seguito di controllo di laboratorio ed il restante 33,5% per altri motivi.
Cosa fanno i Pif - I Pif controllano le merci di interesse veterinario destinate all'intero mercato comunitario. Un'altra importante attività svolta dai Pif italiani riguarda la collaborazione con le dogane per il contrasto delle importazioni clandestine e per lo sviluppo dello Sportello unico doganale il cui obiettivo principale è di semplificare le operazioni di importazione ed esportazione delle merci e concentrare in un unico "snodo informatico" le attività istruttorie. Attualmente i Pif dell'Unione autorizzati dalla Commissione europea sono 245, di cui 24 italiani.

Attività 2017 degli Uvac - Nel 2017 gli Uvac hanno svolto una preziosa opera di coordinamento dell'attività di vigilanza e controllo veterinario sulle partite di animali e prodotti di origine animale provenienti dagli altri Stati membri dell'Unione europea. Il numero di operatori registrati (34.061) è aumentato del 4,9% rispetto al 2016. È importante sottolineare che dal 1996 il numero di operatori registrati/convenzionati (9.981) è aumentato del 241% a testimonianza di un continuo incremento del volume dei traffici intra-UE e di una progressiva maggiore responsabilizzazione da parte degli importatori ottenuta anche grazie all'incisiva azione di controllo di Uvac e Asl. All'aumento del numero di operatori registrati/convenzionati ha in buona parte contribuito anche l'allargamento progressivo dell'UE che è passata dai 12 Paesi del 1993 ai 28 Paesi attuali.

Sono state sottoposte a controllo documentale e fisico 10.355 partite (0,48% del totale) e 4.909 di esse sono state sottoposte a controlli di laboratorio. Il controllo veterinario ha portato al respingimento/distruzione di 77 partite di merci potenzialmente pericolose per la salute del consumatore o per la salute degli animali. Più in particolare si è trattato di 35 partite di pesci e 8 di altri prodotti e sottoprodotti di origine animale non destinati all'alimentazione animale. Ove possibile e laddove le irregolarità erano meno gravi (es. certificati o documenti commerciali incompleti, identificazione degli animali non corretta), si è invece provveduto alla regolarizzazione della situazione (31 partite).
L'attività degli Uffici, soprattutto nel campo della sanità animale, è stata quella di monitorare le introduzioni di animali vivi da quei Paesi membri nei quali si sono registrati nuovi focolai di malattie infettive.

Il ruolo degli Uvac - La relazione mette in evidenza che gli Uvac negli ultimi anni "hanno svolto un ruolo fondamentale soprattutto nelle emergenze sanitarie, da ultimo a seguito dei riscontri di riscontri di Fipronil, un antiparassitario, nella filiera avicola realizzando un'importante attività di controllo e rintraccio delle partite sospette di contaminazione supportando uniformemente, su tutto il territorio nazionale, l'attività dei Servizi Veterinari delle Regioni, delle Asl e dei Carabinieri per la Sanità". Grazie al sistema informativo nazionale SINTESI, sono in grado di tracciare tutte le partite di animali e prodotti di origine animale provenienti dagli altri Paesi dell'UE.
Le fonti - I dati, le tabelle ed i grafici riportati nella relazione ministeriale sono derivati per quanto riguarda l'attività degli uffici Pif dalle informazioni presenti nel sistema Traces; per quanto concerne invece l'attività degli uffici Uvac, la fonte dati di riferimento è il modulo Scambi del sistema SINTESIS.