Cerca nella sezione
Cerca nel Titolo

 

Etichettatura dei mangimi, Ministero: attenzione all'uso scorretto dei claims

Fonte: redazione 'Alimenti&Bevande'
Data: 20/02/2018


L'utilizzo delle diciture "linea veterinaria", "soluzione veterinaria", "alimento veterinario" e "diete prescritte" sulle etichette dei mangimi non è conforme alla normativa (articolo 13 del regolamento (CE) 767/2009) ed è soggetto alle sanzioni previste dal decreto legislativo 26/2017.

Lo precisa il direttore della Direzione generale della Sanità animale e dei Farmaci veterinari del Ministero della Salute, Silvio Borrello, in una circolare inviata a Regione, Province autonome, Pif, Uvac, Assalzoo (Associazione nazionale tra Produttori di Alimenti zootecnici), Assalco (Associazione nazionale Imprese per l'Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia) e Aisa (Associazione nazionale Imprese Salute animale).

Il concetto - prosegue la circolare - è stato ribadito anche dalla Direzione generale per la Salute e la Sicurezza alimentare della Commissione europea (Dg Sante), durante lo Standing Committee on Plants Animals, Food and Feed del 5-6 febbraio.

"L'utilizzo di qualsiasi claim che faccia riferimento alla figura professionale del veterinario, compresi i termini non in lingua italiana, le sigle o le abbreviazioni - ha affermato la Dg Sante - porta erroneamente l'acquirente a credere che il mangime sia chiaramente associato alla pratica medico-veterinaria o possieda in qualche modo una funzione terapeutica o preventiva, caratteristiche non proprie di un mangime, ma di un farmaco veterinario".

"L'unico riferimento alla figura del veterinario nell'etichettatura dei mangimi - precisa la circolare - è esplicitamente ammesso per i mangimi dietetici, nei casi richiamati dalla direttiva 2008/38/CE".