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Cgue: sì alla vendita di gelato con la denominazione “Champagner Sorbet”

Fonte: redazione 'Alimenti&Bevande'
Data: 21/12/2017


Un gelato può essere venduto con la denominazione "Champagner Sorbet" se ha, quale caratteristica essenziale, un gusto conferito principalmente dallo champagne. In tal caso, detta designazione del prodotto non procura un indebito vantaggio derivante dalla denominazione di origine protetta (Dop) "Champagne".
Queste le conclusioni della Corte di Giustizia dell'Unione europea (Cgue) inerenti alla sentenza nella causa C-393/16, emanata ieri.
L'intervento della Cgue era stato richiesto dalla Corte federale di Giustizia tedesca (Bundesgerichtshof) affinché desse la sua interpretazione sulla normativa dell'Unione europea sulla tutela delle denominazioni di origine protette (il regolamento (CE) 1234/2007 e il regolamento (UE) 1308/2013.
Il Bundesgerichtshof, a sua volta, si era trovato a decidere, in ultima istanza, sulla controversia tra il il Comité interprofessionnel du Vin de Champagne, associazione dei produttori di champagne, e la Aldi Süd, catena di supermercati discount. L'associazione si era rivolta ai giudici tedeschi per ottenere nei confronti della Aldi Süd un provvedimento inibitorio della vendita di un gelato con la denominazione "Champagner Sorbet". Tale sorbetto, che la catena di supermercati propone in vendita dalla fine del 2012, contiene il 12% di champagne. Secondo l'associazione, la distribuzione di tale sorbetto con detta denominazione viola la Dop "Champagne".
Con la sentenza di ieri, "la Corte - si legge in un comunicato pubblicato sul sito della Cgue - constata che la denominazione "Champagner Sorbet", utilizzata per designare un sorbetto contenente champagne, è idonea a ripercuotere su tale prodotto la notorietà della Dop "Champagne", la quale trasmette immagini di qualità e di prestigio, e, quindi, a procurare un vantaggio derivante da tale notorietà. Tuttavia, tale utilizzo della denominazione "Champagner Sorbet" non procura un vantaggio indebito (e non costituisce, quindi, uno sfruttamento illecito della notorietà) della Dop "Champagne" se il prodotto di cui trattasi ha, quale caratteristica essenziale, un gusto conferito principalmente dallo champagne. Spetta al giudice nazionale verificare, alla luce degli elementi di prova prodotti dinanzi al medesimo, se tale ipotesi ricorra nel caso di specie".
Al riguardo, la Corte precisa "che la quantità di champagne contenuta nel sorbetto costituisce un criterio importante, ma non sufficiente e constata, peraltro, che, se il sorbetto di cui trattasi non avesse, quale caratteristica essenziale, un gusto conferito principalmente dallo champagne, si potrebbe anche ritenere che la denominazione "Champagner Sorbet" apposta sulla confezione o sull'imballaggio di tale sorbetto costituisca un'indicazione falsa o ingannevole e sia quindi illecita per questo stesso motivo".