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Prodotti tradizionali. Le deroghe al Pacchetto Igiene

Quando concesse, vanno comunicate a Commissione UE e Stati membri

Autori: Vitantonio Perrone e Giuseppe Cito
Fonte: rivista 'Alimenti&Bevande' n. 4/2018
Data: 21/05/2018


Il cosiddetto "Pacchetto Igiene" ha avuto, dopo il verificarsi di diverse crisi alimentari, un significato quasi rivoluzionario per l'Unione europea (UE), assumendo, tra i suoi obiettivi sociali ed economici, quello di raggiungere un elevato livello di protezione della vita e della salute dei suoi cittadini anche attraverso l'introduzione di nuovi criteri e principi, da adottare mediante una nuova legislazione alimentare che, oltre alle questioni sanitarie, tenesse ben presente le esigenze degli operatori del settore alimentare (Osa) e senza pregiudizio per la libera circolazione delle produzioni agroalimentari nei territori degli Stati membri.
Il primo fondamentale tassello di tale nuovo impianto normativo è stato posto con l'emanazione del regolamento (CE) 178/2002 che, oltre a indicare le procedure in ambito di sicurezza alimentare, ha istituito l'Autorità europea per la Sicurezza alimentare (Efsa), insediatasi a Parma il 27 aprile 2004, assegnandole il compito di assicurare, anche grazie alla sua assoluta indipendenza, adeguata consulenza scientifica e, quindi, adeguata uniformità interpretativa per la comunicazione sui rischi associati alla catena alimentare.
Altro pilastro è stato quello di individuare, anche a partire dalla produzione primaria (agricoltura, allevamento, pesca, caccia), nell'applicazione di procedure basate sul Sistema Haccp, uno strumento operativo in grado di mantenere e incrementare un adeguato livello di sicurezza alimentare, responsabilizzando gli Osa nonché i loro collaboratori e dipendenti. È comunque fuor di dubbio che questa nuova impostazione, pur prevedendo, proprio a partire dalle produzioni primarie, un graduale percorso applicativo, ha dovuto scontare resistenze anche forti in chi, anche tra le autorità competenti ad operare i controlli ufficiali nelle varie fasi di produzione e distribuzione degli alimenti, vedeva la nuova filosofia operativa foriera di eccessivi irrigidimenti operativi. In effetti, parlando anche della nostra realtà nazionale, non si può certo negare che una certa visione eccessivamente rigida proprio nell'applicazione del Sistema Haccpe nella valutazione della sua congruità ha fatto mal digerire, e non solo agli inizi, alcune innovazioni che sono state percepite, in particolare da parte delle piccole imprese alimentari, come eccessive e onerose, facendo perdere così di vista il loro valore propositivo e in grado di aiutare gli Osa a conseguire un più elevato livello di sicurezza alimentare in tutte le loro produzioni e in tutti i segmenti della filiera alimentare.



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