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Derrate alimentari. Il moderno controllo delle infestazioni

Vantaggi ed efficacia dei trattamenti con anidride carbonica

Autori: Biagio Calcavecchia
Fonte: rivista 'Alimenti&Bevande' n. 8/2017
Data: 13/10/2017


Nel settore agroalimentare, quello delle infestazioni delle derrate alimentari nel post raccolta è un problema molto rilevante: se non correttamente gestito in termini preventivi, comporta il ritiro dal mercato dei prodotti infestati, con conseguenti danni di immagine per l'azienda coinvolta.
Sino ad oggi, l'utilizzo dell'anidride carbonica (CO2) per contrastare le infestazioni delle derrate alimentari è stato trascurato, perché ritenuto poco efficace, più costoso e meno rapido rispetto alle tecniche che fanno uso di sostanze chimiche.
L'interesse verso l'impiego di CO2 viene invece nutrito principalmente dalle aziende che operano nel settore dei prodotti biologici (e che, quindi, non possono impiegare le metodologie tradizionali) e da diverse imprese del Nord Europa, molto attente alla qualità dei propri prodotti.
Come dimostrato dai risultati della ricerca presentata in questo articolo, l'inserimento di un trattamento a base di anidride carbonica all'interno di un processo produttivo risulta efficace, in poche ore (circa 4 ore ad una pressione di 20 bar), contro tutti gli stati vitali dei parassiti esaminati (uova, larve e adulti).
Le derrate alimentari vengono generalmente trattate prima del confezionamento, per poi essere conservate in ambienti esenti da infestazioni. In questo modo, le uova di insetti eventualmente presenti, che potrebbero svilupparsi durante la commercializzazione, vengono inattivate:

· per l'effetto tossico dell'anidride carbonica, che, come noto, penetra attraverso il guscio poroso e si dissolve nell'acqua;
· per la rottura meccanica del guscio conseguente allo scoppio durante la fase di rapida decompressione.

Questo articolo riporta i risultati di una ricerca svolta da importanti aziende del settore alimentare (Riso Scotti e EcorNaturaSì), della sanificazione e del confezionamento, con il supporto scientifico del Dipartimento di Scienze agrarie e ambientali dell'Università di Milano.

 



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