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Campolibero. Una norma non ancora pienamente attuata

Icqrf: la diffida si applica a tutte le aziende agroalimentari.

Autori: Emanuela Giorgi
Fonte: rivista 'Alimenti&Bevande' n. 7/2017
Data: 14/09/2017


Il decreto legge 91/14, il cosiddetto “Campolibero”, poi convertito (con modifiche) nella legge 116/14, ha generato problemi interpretativi e, quindi, applicativi, su alcune delle novità introdotte: il potenziamento dell’istituto della diffida e il pagamento della sanzione amministrativa in misura ridotta.
Come già affermato in un editoriale pubblicato su queste pagine circa un anno e mezzo fa, “non è ben chiaro se tra gli illeciti (amministrativi) cui applicarle siano comprese o meno le violazioni relative alle norme in materia di sicurezza alimentare. E, come sempre accade, questa mancanza di chiarezza va a discapito sia dei controllori, che si trovano ad operare in un contesto nebuloso, sia dei controllati, cui vengono di conseguenza applicate sanzioni, in alcuni casi, successivamente ridotte o annullate, passando però per le vie giudiziarie”.
La mail di un lettore ci ha spinto a riaffrontare la questione, rivolgendo alcune domande al capo del Dipartimento dell’Ispettorato centrale della Tutela della qualità e della Repressione frodi dei prodotti alimentari (Icqrf), Stefano Vaccari, e ad alcuni esperti del settore.



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